Il “Catalogo delle Buone Prassi VET” 2014-2017 pubblicato dall’Agenzia Nazionale, intende promuovere la conoscenza delle esperienze di successo selezionate nelle prime quattro annualità di attuazione del Programma Erasmus+, con riferimento all’ambito Istruzione e Formazione Professionale.

Le Buone Prassi vengono selezionate annualmente tra i progetti oggetto di Valutazione Finale nell’anno di riferimento sulla base del punteggio finale ottenuto e con un’attenzione particolare alla verifica della presenza positiva di criteri quali: impatto; trasferibilità; innovazione; sostenibilità; comunicazione; gestione finanziaria. Nel novero compaiono anche i Progetto GOAL (Ka1 Erasmus 2014) e MOLVET (2014-2016) entrambi promossi da Scuola Centrale Formazione.

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progetto MOLVET

Mo.L.VET 2.0.20 – Mobile Learning in VET towards 2020, buona prassi di Partenariato Strategico finanziata in Erasmus+ nel 2014, è stata indirizzata a promuovere la pedagogia dell’apprendimento M- learning, per aiutare a ridurre l’abbandono scolastico, diminuire il numero di adolescenti poco qualificati, contribuire allo sviluppo delle cosiddette competenze del XXI secolo come: l’alfabetizzazione informatica la collaborazione, la comunicazione, la creatività, la risoluzione dei problemi e, in definitiva, il sostegno alla modernizzazione dei sistemi di istruzione e formazione.

Il M-learning non implica semplicemente la rivoluzione tecnologica, ma richiede un ripensamento del ruolo e delle metodologie dell’insegnante. L’innovatività delle pratiche pedagogiche emerge solo quando gli insegnanti usano le TIC nei loro sforzi per organizzare nuove forme di attività di apprendimento. L’aspetto innovativo dell’approccio del progetto è stato quello di consentire ai formatori/insegnanti e agli studenti di diventare co-produttori di contenuti e strumenti e non solo degli utenti. L’obiettivo è stato quello di mettere gli studenti al centro del processo di apprendimento, seguendo il proprio ritmo, dando loro l’opportunità di creare, usare e condividere risorse ogni volta e ovunque necessario, migliorando il loro coinvolgimento e motivazione, persino divertendosi. MoLVET ha coinvolto partner con competenze differenti provenienti da 5 paesi: Spagna; Turchia: Regno Unito; Francia e Italia. 351 giovani e 55 insegnanti/formatori sono stati direttamente coinvolti nello sviluppo e nella realizzazione di nuove unità di apprendimento multidisciplinare (oltre 13000 ore di formazione erogate). I risultati del progetto hanno incluso un modello che consente agli utenti di progettare e pianificare le unità di apprendimento, disponibili in inglese, con esempi delle unità testate dai partner (il più breve è di 24 ore e il più lungo di 80 ore). Il prodotto contiene anche un elenco di APP utili utilizzate dai partner durante le loro attività con gli studenti (per creare mappe, quiz, video, ricerche, QRCodes, per gestire l’aula, per la valutazione). I partner di MoLVET hanno, anche, sviluppato piani per ulteriori attività da attuare in futuro. È stata inoltre elaborata e pubblicata una guida sul Mobile learning in inglese, francese, italiano, spagnolo e turco.

Tutti gli output MoLVET sono liberamente accessibili su http://molvet.formatech.biz.

progetto GOAL

Il progetto GOAL, buona prassi di mobilità transnazionale finanziata in LLP-Leonardo da Vinci nel 2013, è stata finalizzata alla mobilità transnazionale di giovani inseriti in un percorso di formazione iniziale in alternanza provenienti da contesti socio-economici disagiati. Nel corso delle due settimane di tirocinio multisettoriale in Spagna, Regno Unito, Germania, Francia, Svezia e Irlanda, 202 giovani della IeFP provenienti da contesti sociali disagiati e con minori risorse economiche hanno realizzato stage lavorativi coerenti con le differenti caratteristiche e domande del mercato del lavoro delle diverse regioni coinvolte.

La mobilità è stata promossa come strumento di transizione lavorativa per i beneficiari anche grazie alla promozione dei risultati di apprendimento dei tirocini e del quadro metodologico ECVET per il riconoscimento della mobilità. L’approccio pedagogico è stato soprattutto interculturale: i partecipanti si sono, infatti, confrontati con contesti formativi e aziendali esteri al fine di apprendere tecniche nuove, trasferibili nel nostro paese. La qualità della cooperazione realizzata è stata elevata sia a livello locale e nazionale sia a livello europeo, attraverso partnership multistakeholder, con istituzioni pubbliche, organizzazioni del privato sociale e aziende che operano a vario titolo nel mercato del lavoro. E’ risultata anche molto positiva la capacità di coinvolgere le autorità di gestione regionali della formazione professionale per il riconoscimento della mobilità formativa come opportunità di apprendimento. Sebbene la mobilità formativa abbia riguardato solo i giovani, è stato comunque registrato un impatto positivo sugli operatori. In particolare, nello sviluppo di competenze nella progettazione della mobilità per risultato o meglio “performance” di apprendimento, nell’ottica di un adeguamento dei Learning Agreement al contesto del mercato del lavoro. L’apprendimento interculturale “per differenza”, grazie ad un lavoro minuzioso di progettazione dei piani di mobilità previsti, ha visto l’utilizzo di strumenti prodotti dal coordinatore per la valorizzazione dei Learning Outcomes e della raccolta delle evidenze di apprendimento maturati nel corso della mobilità. Questo tipo di approccio ha permesso di poter pianificare al meglio la mobilità per rafforzare abilità o apprenderne di nuove, impattando quindi sulla sostenibilità dell’esperienza di apprendimento all’estero dei partecipanti.