Avvicinare il mondo della scuola e della Formazione Professionale (FP) al lavoro, educando i giovani attraverso un’esperienza lavorativa tutelata, è la sfida che deve affrontare il mondo dell’istruzione e formazione.

L’Impresa Formativa, diventa, dunque, una sintesi perfetta di questa strategia che coniuga in sé l’apprendimento in situazione reale e la vera e propria gestione di un’organizzazione produttiva.

La cosiddetta via italiana al sistema duale, che guarda al successo del sistema tedesco, ha aperto alla possibilità di creare percorsi di apprendimento “in assetto lavorativo”, ma manca ancora un quadro normativo di riferimento ben definito che dia la possibilità al sistema di istruzione e formazione professionale di poter trasferire a pieno il sistema di Impresa Formativa nei contesti degli enti di FP in Italia.

A tal proposito, Scuola Centrale Formazione, che lavora da anni all’implementazione di questo modello, ha organizzato un focus group interno alla propria rete associativa, che partendo dai contributi di esperti di diversa estrazione disciplinare, ha riflettuto sui possibili assetti pedagogici, organizzativi e anche giuridici e sulle eventuali proposte per portare l’impresa didattica ad uno sviluppo concreto sull’intero territorio nazionale.

Il focus group, che si è svolto presso la sede di SCF, il 29 giugno scorso, ha preceduto il workshop internazionale sull’impresa formativa, del primo luglio, parte integrante della due giorni organizzata da Scuola Centrale Formazione a Forlimpopoli, dal titolo: Il nutrimento, il benessere e l’accoglienza del sapere. Questa iniziativa è la prima tappa del 2016 del percorso di approfondimento, avviato nel 2014, sull’Impresa Formativa da un gruppo di lavoro informale di Enti di Formazione Professionale, Istituti Scolastici e Cooperative sociali/loro consorzi, coordinato da SCF e che proseguirà con un ulteriore incontro, in Lombardia, nel prossimo autunno.

Nel corso del workshop, moderato dal Prof. Arduino Salatin, Preside dello IUSVE (Istituto Universitario Salesiano Venezia), sono state messe a confronto diverse esperienze nazionali ed internazionali, grazie ai contributi di Francoise Defraiture e François Brasseur che hanno portato all’attenzione dei presenti due casi di EFT (Enterprise de Formation par le Travail) nel settore ristorativo, di Valerio Vagnoli, preside dell’Istituto Alberghiero Saffi di Firenze che ha presentato l’esperienza del ristorante didattico “La Prova del Nove”, per passare poi all’analisi di un’esperienza polacca di impresa sociale, spiegata da Maria Sadowska. La parola infine è passata a Luca Calligaro e Luca Porreca, Project EU di Enac, i quali hanno focalizzato la propria attenzione sull’impresa formativa nel settore ristorazione e pasticceria del CFP Canossa di Mompiano e il progetto di sviluppo dell’impresa formativa, nel settore agroalimentare di Enac Puglia. A chiudere i lavori, Giulia Rosolen, ricercatrice di Adapt, che ha analizzato le difficoltà che incontrano le imprese formative, tra un quadro di riferimento poco chiaro e disomogeneo ed un raccordo non sempre facile con incentivi e finanziamenti nazionali.