Dal 27 al 28 ottobre 2021 Scuola Centrale Formazione, con i suoi 47 Enti associati, si è riunita presso la Sala dei Ritratti (Palazzo dei Priori a Fermo) per l’Assemblea annuale di SCF e un seminario di studio: una serie di riflessioni sul futuro dei giovani e sull’organizzazione della formazione professionale, con le testimonianze degli imprenditori fermani (Bracalente – Nero Giardini e Luzi – Tre Elle). Nella prima giornata sono intervenuti Daniele Marini, docente di sociologia dei processi economici all’Università di Padova e Renzo Libenzi, il General manager della Loccioni. Ha moderato l’incontro Arduino Salatin, presidente di Scuola Centrale Formazione.

Il direttore della scuola Artigianelli di Fermo, padre Sante Pessot, spiega: “Con questo evento intendiamo focalizzare l’attenzione sugli scenari possibili dei processi di cambiamento, partendo dalla filiera formativa per arrivare al mercato del lavoro, alle imprese e alle istituzioni. Noi crediamo che le sfide principali delle imprese e del lavoro oggi siano legate inevitabilmente ad una idea di cambiamento, partendo da una giusta e adeguata formazione dei nostri giovani”.


IMMAGINARE IL FUTURO: il cambio di paradigma e le nuove sfide per la formazione professionale

27 ottobre 2021 – Fermo

Quali sono le trasformazioni che stiamo vivendo in questo momento storico? “Non stiamo vivendo un’epoca di cambiamento – afferma Daniele Marini (Professore di Sociologia dei processi economici all’Università di Padova), ma un cambiamento di epoca“. Ci sono due scuole di pensiero: da un lato l’emergenza Covid è stata un’evoluzione della nostra storia; dall’altro l’idea che questa esperienza sia di carattere radicale, ovvero che non si è trattato solo di una cambio organizzativo ma qualcosa di più profondo a livello culturale.

Sono 5 gli elementi di cambiamento culturale a cui stiamo assistendo: 1.Processi di individualizzazione (non abbiamo più cornici generali di senso condivise a cui appellarci); 2. tutti siamo predisposti verso la dimensione del “per se”; 3. il tema dell’incertezza che è un cambio radicale; 4. il paradosso: esiste una legge ma esistono tante eccezioni e opzioni possibili: il pensiero laterale.

Dai questi cambiamenti si generano 5 paradigmi strutturali: 1.Velocità; 2.Bipolarizzazione (la società e l’economia tendono a divaricare al proprio interno tra chi ce la fa e chi non ce la fa); 3. Interdipendenza: viviamo in una grande condominio globale; 4.Incertezza; 5.La digitalizzazione, che apre a diversi driver.

In questo senso l’esperienza del duale ha generato 3 asset: una dimensione legata alle persone: l’accoglienza che non è caritatevole ma per funzionare da mediatori tra le giovani generazioni e il mondo in cui vengono inseriti. Gli enti diventano in prospettiva dei certificati di competenze; l’asset del tempo : chi ha sperimentato il duale si spinge nel fuori, quindi accompagnando nell’inserimento lavorativo le persone; l’asset del territorio: espandendosi nel territorio, costruendo delle relazioni (ecosistemi).

In questo scenario le sfide per la Formazione Professionale riguardano le 3 A: Accoglienza (per dare dignità e occupabili); Accompagnamento (studio + lavoro, orientamento); Agenti di formazione (non più enti).

Il “modello Loccioni, presentato da Renzo Libenzi (General manager della Loccioni, gruppo leader a livello mondiale nel settore dei sistemi high tech di misura e controllo), che ha sviluppato un nuovo modello di “impresa comunitaria”. Loccioni è un’impresa fondata da Enrico e Graziella. Impresa, non azienda, perché ogni progetto è un’avventura che integra idee, persone e tecnologie. Si tratta di un modello che si basa sul dialogo con i grandi gruppi giapponesi o americani, ma creare un prodotto su misura.

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