Si è svolto a Verona un interessante workshop che ha inteso portare il contributo di SCF per ricostruire il Patto Educativo Globale.

Lanciato da Papa Francesco, il Patto Educativo Globale è invito al dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta e sulla necessità di investire i talenti di tutti, perché ogni cambiamento ha bisogno di un cammino educativo per far maturare una nuova solidarietà universale e una società più accogliente.

Ravvivare l’impegno per e con le giovani generazioni, rinnovando la passione per un’educazione più aperta ed inclusiva, capace di ascolto paziente, dialogo costruttivo e mutua comprensione. Mai come ora, c’è bisogno di unire gli sforzi in un’ampia alleanza educativa per formare persone mature, capaci di superare frammentazioni e contrapposizioni e ricostruire il tessuto di relazioni per un’umanità più fraterna.

Il mondo contemporaneo è in continua trasformazione ed è attraversato da molteplici crisi. Viviamo un cambiamento epocale: una metamorfosi non solo culturale ma anche antropologica che genera nuovi linguaggi e scarta, senza discernimento, i paradigmi consegnatici dalla storia. L’educazione si scontra con la cosiddetta rapidación, che imprigiona l’esistenza nel vortice della velocità tecnologica e digitale, cambiando continuamente i punti di riferimento. In questo contesto, l’identità stessa perde consistenza e la struttura psicologica si disintegra di fronte a un mutamento incessante che «contrasta con la naturale lentezza dell’evoluzione biologica» (Enc. Laudato si’, 18).

Il workshop ha visto alternarsi vari relatori ciascuno con un proprio contributo che è stato al tempo stesso riflessione e rilancio verso un lavoro comune per l’educazione e la formazione dei nostri giovani.

L’istruzione e formazione professionale affronta grandi sfide, che vanno oltre l’attuale emergenza pandemica, e molto oltre gli ordinari obiettivi didattici. Per rispondere a queste sfide occorre non solo una consapevolezza, ma anche un metodo, che si traduca in stili di leadership e in alcuni cambiamenti organizzativi, atti a curvare i nuovi scenari ai bisogni educativi delle nuove generazioni (Roberto Franchini – Presidente Nazionale Endofap)

Il Prof. Mariano Diotto (Direttore Istituto san Zeno di Verona) ha presentato i dati del modo digital del 2020 in riferimento al mondo dei giovani e tracciando delle possibili strade per creare una sinergia tra mondo degli adulti e giovani. Il focus è stato centrato quindi sulla comunicazione, mondo digitale e interazione con i giovani.

 

Slide R.FranchiniSlide M. DiottoVIDEO INTERVENTO don Massimiliano SABBADINI